Mia mamma aveva fatto la casco sui computer perché sapeva che li avrei rotti.
Aveva ragione.
A dodici anni ho trovato su un forum — uno di quei forum che andavano in quegli anni — una guida per installare Android su un portatile HP con Windows. Ho seguito ogni step alla lettera. Ho bruciato la partizione principale e quella di ripristino. Computer da mandare in assistenza.
Al telefono con il tecnico HP, mi ha chiesto come avessi fatto. Gli ho detto che avevo seguito una guida su internet. Silenzio.
Non era la cosa più intelligente che avessi mai fatto. Ma era la cosa più mia.
Dall'università al mondo corporate
Ho fatto Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. L'ho finita nel 2019. Ero bravo agli esami — molto più bravo a passarli che a capire cosa stavo studiando. Ma tecnicamente quel percorso mi ha costruito.
Dopo il Politecnico: HP Enterprise, consulenza informatica. Poi un mio cliente — Vodafone — mi vuole dentro. Ci resto qualche anno. Stipendio fisso, smart working, tutto ok.
Tutto ok.
Quella sensazione che hai quando tutto va ok ma sai che non è abbastanza.
Fine 2025: mi licenzio
Il mondo è grande. Voglio vederlo. E soprattutto: voglio costruire qualcosa di mio.
Me ne vado a fine 2025. Nessun piano preciso. Un computer con una scheda video, una connessione internet, e l'idea che l'AI stesse cambiando tutto — non tra dieci anni, adesso.
Ho iniziato a costruire xyz.vision: strumenti e automazioni per chi lavora in proprio. Niente agenzia, niente slide. Solo cose che funzionano.
L'AI permette di fare cose a una velocità che prima non era possibile. Se sai come usare gli strumenti. Se ti applichi.
Cosa che non è sempre scontata.
Maggio 2026
Sono appena tornato dall'India. Ho conosciuto un driver a Jaipur — Nizam — che aveva chiuso il suo business di tour dopo il Covid. Gli ho fatto una landing page generata con un modello AI locale, sul mio server a casa, mentre ero seduto in un guesthouse del Rajasthan.
Non so se funzionerà. Ma è esattamente il tipo di cosa che voglio fare.
Questo blog è il posto dove racconto come va.
Alessio Cappuccio — xyz.vision