Il cervello ce l'ho in casa.

Il server in casa ce l'ho già raccontato. È il corpo.

Manca il pezzo che gli fa fare le cose intelligenti. Il cervello.

Si chiama ollama.


Cosa fa

ollama è quello che tiene in vita i modelli aperti dentro MYBRO.

Quando ho bisogno di far ragionare una macchina — riassumere, tradurre, generare un pezzo di testo o di codice — non sempre vado fuori. Spesso resto in casa, e a pensare ci pensa lui.

Non è il modello più potente del mondo. Ma è qui. È mio. E non manda niente da nessuna parte.


Perché in casa

Ogni volta che usi un'AI online, quello che scrivi parte. Va su un server di qualcun altro. Spesso ci paghi sopra, ogni singola volta.

Con ollama no.

I miei pensieri, le bozze dei clienti, le cose ancora storte che non voglio far vedere — restano dentro casa. Sotto chiave.

Non perché sia paranoico. Perché è la cosa giusta.


Il cloud quando serve

Non sono integralista.

Quando il lavoro è poco e vale tanto — una cosa scritta bene, una sfumatura che conta — il cloud lo uso ancora. È più bravo, in certe cose, e lo ammetto.

La differenza è che adesso scelgo io quando. Non è il default. È una decisione.


Il punto

Il corpo è MYBRO. Il cervello è ollama. L'agente che ci ragiona sopra è axis.

Messi insieme, sono un'azienda che sta in una stanza e non chiede il permesso a nessuno per pensare.

Costa un computer, una volta sola. Il resto è roba mia.


ollama — stage: thinking, location: home

Alessio Cappuccio — xyz.vision