Parto sempre da un vocale.

Non scrivo articoli.

Parlo.

Mando un vocale a un bot — di solito mentre cammino, o mentre faccio altro. Arriva sul server. Il server lo trascrive in testo. Io lo apro, taglio, sistemo, pubblico.


Perché così

Perché davanti a uno schermo bianco non mi viene niente.

Ma se parlo come parlerei a un amico — di una cosa che sto facendo, di una decisione che ho preso, di un errore — viene fuori una storia.

Lo schermo bianco è un blocco. La voce no.


La trascrizione non è l'articolo

La trascrizione è materia prima. Sporca, ripetuta, piena di "tipo" e "praticamente".

Poi arriva il taglio. Tolgo, riformulo, accorcio. Quello che resta è quello che leggi.

È più veloce così che partire dalla pagina vuota. Ed è più mio, perché parte da come parlo davvero.


L'editor è il microfono

Il mio strumento principale per scrivere non è una tastiera.

È un microfono. E un assistente che ascolta.


#006 — l'omino col microfono

Alessio Cappuccio — xyz.vision