Non scrivo articoli.
Parlo.
Mando un vocale a un bot — di solito mentre cammino, o mentre faccio altro. Arriva sul server. Il server lo trascrive in testo. Io lo apro, taglio, sistemo, pubblico.
Perché così
Perché davanti a uno schermo bianco non mi viene niente.
Ma se parlo come parlerei a un amico — di una cosa che sto facendo, di una decisione che ho preso, di un errore — viene fuori una storia.
Lo schermo bianco è un blocco. La voce no.
La trascrizione non è l'articolo
La trascrizione è materia prima. Sporca, ripetuta, piena di "tipo" e "praticamente".
Poi arriva il taglio. Tolgo, riformulo, accorcio. Quello che resta è quello che leggi.
È più veloce così che partire dalla pagina vuota. Ed è più mio, perché parte da come parlo davvero.
L'editor è il microfono
Il mio strumento principale per scrivere non è una tastiera.
È un microfono. E un assistente che ascolta.
Alessio Cappuccio — xyz.vision